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Il mio bambino è iperattivo o agitato ?

 

Serafino Malaguarnera

(ricordiamo al lettore italiano che questo scritto si situa in un contesto belga…)

 

Il disturbo d'iperattività è sempre di più diagnosticato in Belgio e, ora, appare che il 5% dei bambini ed adolescenti sarebbero interessati da questo disordine. Di solito, sono gli insegnanti che segnalano dei comportamenti che possono evocare questo disordine. Si trovano di fronte a bambini che si muovono continuamente, che non possono restare seduti, che non arrivano a concentrarsi su ciò che l'insegnante spiega e sui compiti da svolgere. Di fronte a queste situazioni, l'insegnante si sente in difficoltà e manca di piste concrete per guidare le sue azioni. Quando queste situazioni persistono, l’insegnante comunica rapidamente ai genitori quello che succede e li invita a rivolgersi ad uno specialista che è generalmente un pedopsichiatra. I genitori sono certamente al corrente di questi comportamenti che si riproducono a casa sotto forme diverse, ma la loro speranza è che a scuola il bambino possa arrivare a limitare questo tipo di comportamento. Alla sofferenza dei genitori non di potere gestire il loro bambino alla casa, si aggiunge un'altra sofferenza che riguarda il futuro: cosa ne sarà del mio bambino? se non riesce a scuola, che ne sarà di lui nel futuro? Ad una sofferenza legata ad un'impossibilità di gestire il suo bambino nel quotidiano, si aggiunge dunque una sofferenza legata ad un'angoscia sul suo futuro. I genitori si precipitano allora da un  pedopsichiatra e si attendono da parte sua un rimedio miracoloso che possa fare scomparire questi comportamenti. Sapendo di più che c’è un medicamento, cioè il Ritalin, che può rispondere a quest'esigenza, la tentazione di prenderla primeggia sulle altre possibilità terapeutiche. E spesso, qualche volta sotto la pressione dei genitori, i pedopsichiatra hanno prescritto per un certo periodo facilmente questa medicina. Sono spesso disarmati di fronte alla sofferenza dei genitori o dei bambini. Hanno paura di consigliare ad alcuni di loro di consultare uno psicologo e preferiscono dirgli che le cose si sistemeranno grazie ad una terapia farmacologica. Recentemente, dopo gli effetti collaterali del Ritalin ed agli abusi di prescrizioni, c'è stata un'inversione di tendenza. Ora, il corpo medico è molto più reticente a prescrivere questa medicina. In qualche linee, tenteremo di spiegare alcune ragioni che possono giustificare quest'inversione di tendenza, senza tenere conto degli aspetti propriamente medici legati alla medicina. Di conseguenza, dovremo rispondere, benché in modo semplificato, alla questione seguente:

 

Quando possiamo parlare di disturbo iperattivo ? 

Nel senso stretto del termine, il disordine d'iperattività è un disordine neurologico causato da anomalie del funzionamento cerebrale. Più precisamente, questo disordine si chiama: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività - DDAI. Alcuni bambini (o adolescenti) hanno un disturbo dell'attenzione, altri un disturbo iperattivo e di altri ancora i due allo stesso tempo (sono i casi più frequenti: un bambino ha difficoltà a concentrarsi e si muove continuamente). Se vogliamo essere rigorosi e coerenti, dovremmo emettere il diagnosi di DDAI soltanto quando c'è una conferma neurologica che dovrebbe imperativamente essere diagnosticata tramite esami medici approfonditi: elettroencefalogramma, scanner cerebrale, anamnesi approfondita, esame psicomotorio, esame delle capacità intellettuali, visive ed uditive. Sulla base di un dialogo tra la famiglia ed il medico, un farmaco adeguato (neurostimolante: Ritalin) sarà a volte giudicato necessario. Ma praticamente le cose svolgono diversamente. Spesso, quando alcuni segni appaiono, si emette facilmente il diagnosi di DDAI e si prescrive il medicamento “Ritalin”: quale gioia per l'impero farmaceutico! E questo spiega anche l'esplosione di casi d'iperattività: da una quindicina d'anno, appena un bambino si muove molto, incontra delle difficoltà a concentrarsi o reagisce impulsivamente, è chiamato iperattivo. Tra il 1995 ed il 1999, si è registrato un aumento del 250% delle vendite del medicamento RITALIN, il prodotto più utilizzato nel trattamento dell'iperattività! Ci si può permettere di dubitare che il numero di casi abbia più che  raddoppiato in così  poco tempo…

Dobbiamo dunque assolutamente sottolineare la differenza tra il disordine d'iperattività, d'origine neurologica o genetica, e la turbolenza o l'agitazione motrice derivata da una disfunzione psico-affettiva del bambino e del suo ambiente. Nel caso di turbolenza o agitazione che ha un'origine psicologica, il medicamento può essere inutile e, soprattutto, si rischia di non tenere conto della possibilità di agire sull'origine dei sintomi grazie ad un accompagnamento psicologico adeguato alla persona.

Un bambino turbolento o agitato può anche manifestare, in diversi gradi, gli stessi comportamenti di un bambino che un disturbo d'iperattività. La sola differenza può essere che nel primo caso c'è una causa o origine psicologica e nell'altro caso, c'è un'origine neurologica.

Quali sono le cause di un bambino turbolento o agitato?

Cause d'ordine psicologico:

- età del bambino (ad esempio durante la fase d'opposizione a 2 anni), storia problematica segnata da un'importante rottura affettiva (decessi di un genitore, abbandono,…), reazione a problemi familiari o personali, disturbi dell’attenzione dovuti a trattamenti in corso, disordini dell'apprendimento, alcuni casi di bambini precoci che disturbano i corsi che non sono adattati per loro, processo patologico psicologico in corso,….

Cause d'ordine sociale:

- Ci troviamo in una società che mette sempre meno limiti e norme di vita al bambino. È una società che spinge al consumo ed alla soddisfazione immediata e che non lascia molto spazio alla comunicazione tra la gente. I bambini si trovano sempre più davanti a alla televisione e al computer piuttosto che alle attività sportive e di sfogo fisico. I bambini del ventunesimo  secolo evolvono in un mondo in cui tutto si muove sempre più velocemente ed in cui i genitori sono meno disponibili non soltanto fisicamente ma così psicologicamente. Queste nuove modalità di vita dettate dalla nostra società possono d'altro canto spiegare l'aumento di casi di bambini che manifestano dell'agitazione.

 

Conclusione

Non confondere iperattivo… e turbolento o agitato!

Cosa fare?

Di fronte ad un disturbo iperattivo, ci sono tre tipi di azioni terapeutiche:

 

- la prescrizione di un medicamento, indicato soprattutto quando vi è un'incidenza negativa del disturbo sull'integrazione scolastica, familiare o sociale.

- un psicoterapia a causa dell'incidenza del disturbo sulla vita affettiva e relazionale del bambino.

- una o più riabilitazioni dei disturbi degli apprendimenti come la dislessia o la discalcolia (ortofonia) e della motricità fine (psicomotricità).

Di fronte ad un comportamento turbolento o agitato, si necessita soprattutto un'azione terapeutica:

- accompagnamento da parte di un psicoterapeuta formato a capire l'universo infantile

Per alcuni, è necessario anche un'altra azione terapeutica:

- una o più riabilitazioni dei disturbi degli apprendimenti come la dislessia o la discalcolia (ortofonia) e della motricità fine (psicomotricità).

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